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IL MONTELLO

La zona collinare del Montello è compresa tra i comuni di Crocetta del Montello, Giavera, Montebelluna, Nervesa, e Volpago, estendendosi su una superficie di 6.000ha, con una copertura arborea di circa 2.500ha e una altezza massima di 360mt.

La caratteristica principale del Montello è la terra rossa che ricopre una conglomerato di ciottoli calcarei, porfido e granito impastati con argilla, tutti detriti del fiume Piave cementati in quella zona. Oltre alla terra rossa, le doline, le caverne e il diffuso carsismo rendono questo ambiente ideale per la ricerca ambientalista. Notevole l'interesse riveste il settore entomologico per le molte specie di insetti che popolano le cavità della collina, le più conosciute sono: il Tavaran lungo, il Buoro vecchio, il Buoro di Ciano e il Forame.

La notorietà del Montello è nota sopratutto per gli eventi bellici del 1915-18; dopo la sconfitta di Caporetto, l'esercito Italiano si attestò sul Montello e sul fiume Piave come ultimo baluardo dall'invasione dell'esercito Austriaco che mirava alla pianura Padana  per le notevoli risorse alimentari.  Dal Montello, e precisamente da Ciano del Montello partì la controffensiva che portò alla vittoria finale nel 1918. Sul Montello, l'Ossario dei Caduti ed il Monumento all'asso Francesco Baracca ricordano agli italiani quel periodo storico.

Le strade del Montello furonochiamate "Prese" dalla Repubblica Serenissima di Venezia che le utilizzava per il trasporto del legname "preso" per la costruzione di imbarcazioni. Le prese sono numerate da 1 al 21 e tagliano in senso longitudinale (nord/sud) il territorio collinare, mentre una strada dorsale attraversa tutta la collina da est ad ovest.

IL COLLALTO E SUSEGANA

Posto all'estremità nord del comune di Susegana, il territorio di Collalto è prevalentemente collinare e boscoso. Esso, nella sua parte più elevata, si affaccia sul Quartier del Piave, guardando sulla vasta piana di Pieve di Soligo, sui relativi colli e sulle Prealpi Bellunesi. Attraverso la strada di Collalto-via Tombola, con una lunga passeggiata naturalistica, dal castello di Collalto si raggiungono il colle del castello di San Salvatore e Susegana.

La presenza umana a Collalto è provata sin dalla preistoria e pure in seguito ebbe una certa importanza come zona di transito commerciale (presenza di ponti romani in loc. Sant'Anna; toponimo Mercatelli).

Si ipotizza che nell'alto medioevo fosse presente un insediamento longobardo, cosa testimoniata dal culto dei santi guerrieri Giorgio e Martino, tuttavia, in assenza di documentazione certa, sole attorno al XII secolo si formò un primo fortilizio da cui poi si sviluppò l'odierno castello.

Con Ensedisio I il centro divenne feudo dell'omonima famiglia di Treviso con il compito di controllare i guadi del Piave. Nel 1245 i conti acquistarono anche la collina di San Salvatore e nel 1312 i diritti feudali della casata furono confermati dall'imperatore Arrigo VII.

Al castello di Collalto facevano capo le ville di Falzè, Sernaglia, Barbisano e Refrontolo, mentre a San Salvatore spettavano Susegana, Colfosco e Santa Lucia.

Con la pace raggiunta dopo l'arrivo della Serenissima, il castello perse d'importanza e divenne un monastero francescano, importante centro culturale dove operarono artisti quali il Pordenone e Francesco da Milano.

Con l'arrivo di Napoleone, da capoluogo di contea Collalto fu ridotta a semplice frazione di San Salvador (l'attuale Susegana), mentre il convento veniva soppresso e trasformato in filanda. Cominciò così un progressivo declino che culminò con la Grande Guerra: trovandosi proprio sul fronte del Piave, castello e paese furono quasi completamente distrutti dai colpi dell'artiglieria.