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Montebelluna – Presa 10
I primi chilometri si sviluppano completamente su larghe strade asfaltate, salendo a medie pendenze fin sulla sommità del Montello lungo la Presa 19 e la Strada Dorsale. A Santa Maria della Vittoria un leggero falsopiano precede i primi tratti in single track a cavallo tra le Prese 13 e 14 che riconducono nelle vicinanze di S.Maria. Risalita per un breve tratto la Presa 14 si svolta a destra intraprendendo una lunga successione di facili single track inframmezzata da un breve tratto asfaltato sulla Presa 16.
Raggiunto lo Stradone del Bosco si percorrono alcuni velocissimi chilometri in direzione nord-est, toccando l’abitato di Ciano e intercettando successivamente la Presa 16: ha inizio la seconda salita, caratterizzata da un’alternanza di strappi asfaltati e saliscendi sterrati che, di presa in presa, ci condurrà in località Sbeghen (Presa 12). Oltrepassati anche gli ultimi saliscendi, la traversata verso est prosegue ora prevalentemente in discesa: subito dopo il primo tecnico single track si incontra la Presa 10 e il bivio per il percorso Classic.
Presa 10 – Nervesa della Battaglia
Dopo la Presa 10 la discesa prosegue con un ultimo tratto in single track fino all’Agriturismo Prato Fiorito: affrontato un breve segmento su asfalto, il percorso abbandona la Presa 9 attraversando terreni coltivati a vigne e raggiungendo, non senza alcuni brevi strappi sterrati, il Consorzio Agrario di S.Croce del Montello (Presa 8).
Inizia qui un insidioso tratto interlocutorio fatto di continui cambi di ritmo e variazioni di fondo, soprattutto nei pressi del Colesel delle Zorle e del Centro Ippico dove i tortuosi single track e gli infiniti saliscendi sapranno mettere in difficoltà anche i più esperti. In vista dell’Ossario le difficoltà possono ritenersi momentaneamente terminate: Nervesa può allora venire raggiunta a gran velocità attraverso sentieri panoramici e mulattiere scorrevoli; la larga sterrata sulla Riva dei Croderi anticipa l’ingresso in paese, dove è posto il bivio tra i percorsi Marathon (a destra) ed Extreme (a sinistra).
Anello Susegana e Collalto
Una volta sceso sul greto del Piave il percorso Extreme attraversa il fiume su un ponte creato per l’occasione, addentrandosi tra i rilievi collinari di Susegana e Collalto: in questa zona l’ambiente cambia radicalmente rispetto al Montello, facendosi ora più ampio, esteso e panoramico. Anche la tipologia di sterrati è diversa: decisamente più veloci e scorrevoli, con salite più nette e fondo a tratti sassoso.
La lunga successione di asperità che verranno affrontate (ben sette: Tombola, Anconeta, Costalunga, Val del Lovo, Sandago, Belvedere, Montone) si svolge quasi esclusivamente su larghe piste dal fondo compatto; solo in alcuni punti il terreno si fa più smosso e sconnesso. Nonostante la prevalenza di strada bianche, non mancano comunque dei settori in single track: il divertente toboga del Collalto subito dopo aver attraversato l’omonimo castello, l’insidioso Bosco di Costa Piana, la zona del Rio Camoi tutta da guidare, il difficile Perusai in discesa.
Superato il Col di Guarda, ultima ascesa nella Sinistra Piave, il tracciato scende velocissimo nel Perusai ricongiungendosi con il percorso riservato alle donne che, invece di salire a Costalunga, si dirige direttamente verso Susegana: affrontato anche l’ultimo breve strappo del Castello San Salvatore non resta che tornare verso il Fiume Piave e raggiungere nuovamente il centro di Nervesa.
Nervesa della Battaglia – Giavera del Montello
A Nervesa della Battaglia inizia la parte decisamente più impegnativa del percorso: dopo un breve trasferimento su asfalto, ecco la dura salita storica all’Abbazia di S.Eustachio e al Monumento Baracca.
Terminata la successiva discesa è la volta di una repentina serie di single track comprendenti ripide salite e difficili discese: la prima zona, detta Paradiso, è senz’altro la più facile; la seconda, nei pressi dell’agriturismo La Valle è invece la più complicata viste le pendenze sempre a doppia cifra. Infine la Busa delle Rane, un vero e proprio infossamento, presenta sentieri di media difficoltà che conducono alla Presa 4.
In meno di due facili chilometri di discesa si arriva a Giavera del Montello, località Agnoletti: il peggio deve ancora arrivare!
Giavera del Montello – Bivio La Militare
Percorse poche centinaia di metri lungo l’asfalto della Brentella si torna a salire verso Cime delle Panziere, una salita varia e articolata: la durissima rampa del Cimitero Britannico anticipa l’attraversamento della Presa 5, preludio a una difficile sequenza di angusti sentieri che “tagliano” il bosco fino alla Presa 7, culmine dell’ascesa.
Neanche il tempo di riprendere fiato in discesa che subito si torna a salire lungo la Presa 8: a differenza delle ultima asperità, qui le pendenze sono più regolari e mai proibitive; in pochi chilometri di salita (comprensivi di un settore in single track) si perviene in località La Militare.
Bivio La Militare – Volpago del Montello
Dal Bivio La Militare il tracciato si innesta sulla Presa 10 presentando l’ultimo tratto di salita: questa fase è caratterizzata dai classici sentieri del Castel Sotterra che, prima in salita e poi in discesa, mettono in comunicazione le Prese 10 e 11.
Ritornati sulla Presa 10 si continua in discesa fino all’imbocco della Val Padovana: la strada torna a salire per circa un chilometro, salvo poi presentare nuovamente pendenze negative sui tecnici sentieri del Bosco della Serenissima fino ad arrivare alla Casa Rossa di Volpago del Montello.
Volpago del Montello - Montebelluna
All’imbocco della Presa 11 i chilometri già percorsi dai temerari dell’Extreme saranno circa 100: ha inizio un terrificante susseguirsi di ripide salite e tecniche discese.
Il fondo della Presa 11 è largo e compatto, ma le pendenze elevate fino all’ingresso nel bosco; a seguire la tanto desiderata discesa, ora tecnica e difficile, fino ai vigneti Facchin nei cui pressi il percorso si innesta sulla Presa 12 in direzione San Martino. Ovviamente in salita.
Fino alla chiesa le pendenze sono sempre a doppia cifra, poi calano drasticamente: considerata conclusa l’ennesima salita, il tracciato presenta dei saliscendi in single track prima della breve arrampicata fino alla strada della Polveriera. Dopo pochi metri l’asfalto lascia nuovamente il posto ai sentieri, permettendo il “taglio” verso la Presa 14 non senza qualche puntuale strappo.
E’ giunta l’ora di affrontare l’ultima salita di questa terribile successione, in due tronconi ben distinti: il primo lungo la Presa 14, il secondo sulla 15; nel mezzo l’adrenalinica discesa lungo il Canalone Lele, un ripidissimo toboga con sponde e paraboliche, che collega le due Prese. Una volta raggiunto il culmine della Presa 15, il più può considerarsi fatto.
Da qui a Montebelluna sarà infatti praticamente tutta discesa, “tagliando” di presa in presa attraverso un continuo alternarsi di sentieri, sterrati e brevi collegamenti asfaltati; attraversato il Canale Brentella ci si innesta sullo Stradone del Bosco in direzione Biadene, avviandosi poi verso Montebelluna per vie asfaltate.
Prima dell’arrivo non è da dimenticare il Poggio Tre Pini, quest'anno affrontato al contrario rispetto al passato: la salita su cemento è seguita dall'angusto e ripido single track finale alla periferia di Montebelluna. Terminate le fatiche, non resta che tagliare il traguardo.
Considerazioni finali
Il percorso può essere diviso sostanzialmente in tre parti, di difficoltà via via crescente: la prima, filante e veloce, fino a Nervesa; la seconda, scorrevole con molte ascese pedalabili, nella Sinistra Piave; la terza, da Nervesa a Montebelluna, durissima viste le continue arrampicate, più o meno lunghe, su pendenze e terreni sempre impegnativi.
Date le diverse caratteristiche dei tre settori, tutti sviluppati in modo complesso e articolato, sarà solo grazie a una perfetta conoscenza del percorso e a una certosina gestione delle proprie forze che il traguardo, da miraggio, potrà trasformarsi in realtà.
Per il resto: Buon Divertimento, Buona Fortuna e... che vinca il migliore!
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