I CASTELLI DELLE PREALPITra Valsana e Val Belluna, alla scoperta del Medioevo |
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Dati tecnici: |
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Località di partenza: Tovena, piazza Vittoria |
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Lunghezza: 51km. |
Tempo di percorrenza: 4h30m |
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Dislivello: 1890m. |
Quota massima: 910m. (Passo Praderadego) |
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Difficoltà: Difficile |
Periodo indicato: Marzo-Novembre |
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Descrizione del percorso: L'itinerario si sviluppa all’estremità settentrionale della provincia di Treviso, a cavallo tra la Valsana e la Val Belluna, presentando quattro asperità principali e innumerevoli salite più brevi. Partiti da Tovena ci dirigiamo verso sud fino incrociare la ciclabile, che imbocchiamo a destra verso Mura; con la prima meta di giornata, il Castelbrando, visibile in lontananza, pedaliamo tra i prati della Valsana, superando le anguste vie di Mura e attraversando più volte il fiume Soligo. Dopo circa tre chilometri dalla partenza (in prossimità di una fontana) svoltiamo a destra verso Cison di Valmarino; all'incrocio successivo continuiamo dritti, costeggiando il torrente e arrivando in centro al paese: qui attraversiamo il ponte e proseguiamo in salita sulla destra, giungendo nella piazza di Cison, dominata dalla settecentesca parrocchiale. Passiamo ora alla sinistra della chiesa e svoltiamo poi a destra per via Brandolini seguendo le indicazioni "Castelbrando - hotel". Affrontato un ampio tornante verso sinistra ha inizio la salita. L’ascesa, inizialmente poco impegnativa, sale con pendenza crescente costeggiando suggestive mura merlate, conducendo fino al Castelbrando, antico castello riportato ora a nuovo splendore: le sue origini risalgono infatti all’epoca romana,durante la quale venne costruito per proteggere, insieme al Castello di Zumelle, la Claudia Augusta Altinate, importante via di comunicazione e commercio tra Altino e i territori Alemanni); fu ampliato a più riprese a partire dall' ottavo secolo, e nel XV Secolo fu donato dalla Repubblica di Venezia ai Conti Brandolino, da cui prese nome. Recentemente ristrutturato, è stato da poco aperto al pubblico: una breve deviazione è d’obbligo per godere della vista dalla terrazza panoramica e ammirare l’imponenza e la maestosità della costruzione. Proseguendo in salita, invece, affrontiamo due tornanti tenendo successivamente la destra, uscendo così dal Castello lungo lo sterrato di destra. Ci immettiamo ora nella "Via dell'Acqua", un lungo e suggestivo percorso che unisce le sorgenti e i luoghi d’acqua dell’area Pedemontana. Lo sterrato, identificato dal segnavia bianco-blu 1028, è ornato da alcune statue e sale dolcemente sino a un vecchio cancello, oltre cui inizia un single track che conduce a una larga sterrata, al termine della quale svoltiamo a destra in leggera salita. La pendenza, inizialmente dolce, aumenta sensibilmente in corrispondenza di una curva a sinistra; affrontato un tornante destrorso imbocchiamo il sentiero 1028 sulla sinistra, che dopo una prima impegnativa rampa prosegue pianeggiante verso sinistra fino a una radura: qui ignoriamo la mulattiera che scende verso sinistra salendo invece sul sentiero di fronte a noi. Percorse poche decine di metri raggiungiamo la Fontana de l'Arner, ottimo punto di rifornimento idrico. Superata la fontana continuiamo sul sentiero di destra, affrontando un breve tratto non ciclabile e sbucando infine sull'asfalto in corrispondenza di un tornante: iniziamo quindi l’ascesa verso il Passo Praderadego. Saliamo, con pendenze vicine al 10%, ammirando verso sud la Valsana, lungo il tracciato che ha sostituito l’antica Via Claudia Augusta, realizzata sull’altro versante della valle; affrontati sei tornanti il paesaggio cambia radicalmente, aprendoci la vista verso nord e il Passo, e le pendenze si fanno più agevoli nel superare qualche tratto sterrato scavato nella roccia. Nell'ultimo chilometro la strada sale decisa, ma ormai il più è fatto: in breve siamo al Passo. Imbocchiamo ora la sterrata di sinistra che sale verso nord, tenendo poi la destra in due bivi e iniziando a scendere verso la Val Belluna. In corrispondenza di una secca curva a gomito verso sinistra (riconoscibile dalla strada cementata che sale poi leggermente) imbocchiamo lo sterrato verso destra. Qui la discesa si fa più difficile e pericolosa, con tratti tecnici alternati a ripidissime rampe cementate (fino al 32%) che metteranno a dura prova i nostri freni. Improvvisamente, oltrepassato un ponticello, la discesa lascia il posto a una carrareccia battuta e pianeggiante che conduce nei pressi dell'abitato di Tiago. Giunti sull'asfalto continuiamo in discesa verso il Castello di Zumelle, imboccando successivamente il percorso pedonale sulla sinistra non appena la strada torna a salire. In quattrocento metri siamo al piazzale, e con un'ultima faticosa rampa raggiungiamo il castello, eretto in posizione dominante sulla Val Belluna. Il maniero, sorto nei primi anni Dopo Cristo per vegliare (insieme all’analoga fortezza già incontrata) sulla via Claudia Augusta, fu motivo di disputa per secoli tra Bellunesi e Trevigiani, i quali lo distrussero nel corso del XIV secolo. Ricostruito, perse parte della sua importanza fino alla seconda metà del '900, quando fu ristrutturato e portato a nuovo splendore, divenendo al giorno d’oggi sede di manifestazioni culturali e rivisitazioni storiche. Dopo una breve sosta scendiamo al piazzale e imbocchiamo l'asfalto in salita; all'incrocio presso il capitello di S.Donà teniamo la sinistra e saliamo lungo la strada principale fino alla frazione Nabie, aggirando poi la collina e scendendo fino a incrociare l' asfalto che sale a destra verso il Passo Praderadego. La strada si inerpica senza tornanti con pendenze superiori al 15%, per spianare solo dopo oltre un chilometro; proseguiamo ora più agevolmente per alcune centinaia di metri, imboccando poi la sterrata sulla sinistra, riconoscibile dal segnavia "MTB 1". Raggiunte alcune baite deviamo a sinistra aggirando poi una casa con delle caratteristiche statue in pietra, affrontando quindi un single track in discesa che ci conduce su una carrareccia pianeggiante che seguiamo verso destra. Al bivio successivo svoltiamo a sinistra e, sempre seguendo le indicazioni "MTB 1", proseguiamo nel bosco iniziando a scendere; quando il fondo si fa più smosso deviamo a destra nel bosco, in corrispondenza di un tornante sinistrorso: la discesa si fa ora tecnica e difficoltosa, con alcuni tratti che andranno inevitabilmente percorsi a piedi. Oltrepassato un piccolo guado il sentiero torna pedalabile portandoci su una comoda carrareccia fino a un capitello, costruito nei pressi dell'agriturismo "Da Geppo", nel cui piazzale c'è una provvidenziale fontana. Al capitello svoltiamo a destra sulla sterrata che sale leggermente verso Signa: con un lungo falsopiano intervallato a brevi strappi raggiungiamo il Pian Miot, iniziando quindi a scendere sull'altro versante della valle, prima su sterrato poi su asfalto. Superata la località Signa ci innestiamo sulla strada del Passo San Boldo, che raggiungiamo rapidamente salendo verso destra. Il valico deve il suo nome a Boldo, vescovo francese del VI secolo, eremita spagnolo che visse tra questi monti; la leggenda narra che il religioso piantò presso la sua dimora il bastone pastorale dell’amico Artemio, da poco defunto, bagnandolo con l’acqua del ruscello e dopo qualche tempo il bastone miracolosamente fiorì. Per secoli il valico fu raggiungibile dal versante meridionale solo attraverso un impervio sentiero, il “canale della scala”, che risaliva la valle da Tovena; nel corso della Prima Guerra Mondiale questo venne sostituito da una carrozzabile realizzata dall’esercito austriaco che, resosi conto dell’importanza strategica del valico costruì una ardita serie di tornanti scavati direttamente nella roccia: la strada, costruita nel 1918 con il lavoro dei prigionieri di guerra e della popolazione locale, è detta “dei Cento Giorni” per l’incredibile velocità di realizzazione. Dal passo imbocchiamo la rampa asfaltata sulla sinistra svoltando successivamente ancora a sinistra; al bivio successivo continuiamo dritti iniziando a salire su fondo cementato per circa due chilometri. Quando la strada inizia a spianare proseguiamo dritti ignorando eventuali diramazioni, passando davanti alle Casere Ial e percorrendo un tratto pianeggiante in quota molto panoramico, dal quale possiamo ammirare il Passo San Boldo e la strada che vi risale, con le sue caratteristiche gallerie elicoidali. Poco oltre la sterrata entra nel bosco dove inizia una velocissima discesa che, con una lunga serie di tornanti cementati, perde rapidamente quota fino a giungere nuovamente a Tovena, punto d'arrivo dell'itinerario.
Stefano De Marchi |
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Come arrivare: Tovena è una frazione di Cison di Valmarino (il principale centro della Valsana) ed è situata ai piedi della salita per il Passo San Boldo. Posto all'intersezione della S.P.4 e della S.P.635, il borgo è raggiungibile dall'autostrada A27 uscita Vittorio Veneto Nord, proseguendo poi in direzione Valdobbiadene. Provenendo da est, invece, seguire la S.R.348 fino a Valdobbiadene, continuando poi verso Combai-Vittorio Veneto.
Cartografia: Lagiralpina 1:25000 - foglio n°4 Prealpi Bellunesi e Trevigiane Zanetti 1:30000 - foglio n°4 Valdobbiadene
Posti di ristoro: km. 5 - Cison di Valmarino km. 15 - Passo Praderadego km. 22 - Castello di Zumelle km. 41 - Passo San Boldo km. 51 - Tovena
Fontane: km. 0 - Tovena km. 2 - Mura km. 10 - Fontana dell'Arner km. 21 - Tiago km. 31 - Carve (loc. Da Geppo) km. 39 - Strada Passo San Boldo
Luoghi di interesse: km. 2 - Mura km. 5 - Cison di Valmarino km. 6 - Castelbrando km. 15 - Passo Praderadego km. 22 - Castello di Zumelle km. 41 - Passo San Boldo km. 51 - Tovena : Varianti: Dal Passo Praderadego è possibile evitare la discesa al Castello di Zumelle (e la conseguente risalita) seguendo la strada asfaltata che scende verso nord: percorso circa 1km. in leggera discesa si svolta a destra sul segnavia "MTB 1", innestandosi così sul tracciato originario e iniziando la breve salita delle Statue di Pietra.
Link utili: Passo Praderadego (da tragol.it) Passo San Boldo (da tragol.it) Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane
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